NotoVacanze  

 

piazzale Marconi

L'Itinerario Barocco prende l'avvio da piazzale Marconi, dal quale si gode la veduta panoramica del "Cozzo Marotta". Quasi a proteggere la città è qui posta la statua bronzea del Santo Patrono, il nobile piacentino Corrado Confalonieri.

Giardini pubblici

Dal piazzale si arriva ai Giardini pubblici, arricchiti da quattro busti marmorei, opera dello scultore netino contemporaneo G. Pirrone, dedicati ad illustri umanisti della città antica e nuova: Aurispa, Pirri, Avolio e Cassone; pregevole quello dedicato all'architetto netino M. Carnilivari, che rappresenta l'allegoria dell'Architettura.

A sud dei Giardini si trova la chiesa del Pantheon, nel luogo in cui sorgeva l'antico convento dei Cappuccini. Apprezzabile, all'interno la scultura lignea dell'Ecce Homo (sec. XVI) provenienti da Noto Antica. La chiesa custodisce le spoglie dei caduti in guerra. Nel convento settecentesco, oggi sede della Cantina Sperimentale, si ammirano pregevoli affreschi.

Porta Reale o "Ferdinandea"L'entrata al centro storico si guadagna attraverso la Porta Reale o "Ferdinandea", di puro stile ottocentesco, al di là della quale si delinea l'eccezionale arteria principale della città: il corso Vittorio Emanuele.

Seguendo il corso si toccano le tre piazze centrali. Prima tappa di questo itinerario è piazza Immacolata, dove alla sommità di una splendida scalinata a tre rampe si impone la chiesa di S. Francesco all'Immacolata con l'annesso convento progettato dagli architetti Gagliardi e Sinatra.

 

 

 

Preziose colonne barocche fiancheggiano il portale della chiesa. L'interno, ricco di stucchi, è a navata unica.

Preziose colonne barocche fiancheggiano il portale della chiesa

Arricchisce l'altare maggiore una statua dell'Immacolata in legno dorato, attribuita ad Antonino del Monachello, datata 1564, proveniente probabilmente da Noto Antica. Su un altare laterale vi è una lapide tombale di Bonasia (1575); interessanti dipinti dell'Ottocento, opera dei pittori Vizzini e Sozzi, adornano gli altari laterali.

La scenografia d'insieme è chiusa lateralmente dalle linee curve del prospetto del monastero del SS. Salvatore, culminante nella magnifica e svettante torre del belvedere dell'edificio. Nel Settecento il cenobio appartenne all'ordine Benedettino ed ospitò le monache dell'alta nobiltà siciliana. Plasticità e musicalità sono in perfetta armonia con i movimenti ondulatori della pietra color oro. Per tutto il lato sud del monastero corrono 13 finestre con gelosie in ferro ricurve verso l'esterno, sormontate da motivi floreali di pietra mielata. Proseguendo lungo il corso, sulla sinistra, quasi a concorrere con l'antistante basilica del SS. Salvatore, si erge la chiesa di Santa Chiara, opera certa del Gagliardi; l'annesso monastero sarà adibito a Museo, in via di allestimento.

L'interno, a pianta ovoidale, decorato con stucchi e putti, è circoscritto da 12 colonne, che sostengono le statue degli apostoli realizzate dallo stuccatore netino Basile; esso propone, più della facciata, un gusto architettonico di schietta linea barocca. Si possono ammirare: l'altare maggiore, sormontato da un dipinto di autore ignoto raffigurante l'Assunzione della Vergine; nei due altari laterali, una Madonna con Bambino in marmo del sec. XVI, recuperata a Noto Antica, attribuita al Cagini, oltre a una pala ottocentesca del pittore palermitano S. Lo Forte raffigurante S. Benedetto e Santa Scolastica.

Giungiamo così nel fulcro della città barocca: l' "area maioris ecclesiae", la seconda e grande piazza una delle più belle d'Italia, detta del Municipio, attorno alla quale si prospettano edifici di grande pregio architettonico: la Cattedrale, palazzo Ducezio, palazzo Landolina, palazzo Vescovile, la Basilica del SS. Salvatore.

La Cattedrale, originariamente dedicata a S. Nicolò di Mira, si erge superba al culmine di una monumentale e scenografica scalinata a tre rampe, progettata dall'Architetti Labisi. Il prospetto, aereo ed imponente, che domina ed aggetta sulla bellissima Piazza Municipio, ricco di colonne e di statue, presenta una felice fusione di elementi barocchi e classici insieme.

Il portale in bronzo, opera dello scultore netino G. Pirrone, raffigura episodi della vita di S.Corrado Confalonieri. L'edificio, nel Marzo 1996 è stato oggetto di un rovinoso crollo, che ha raso al suolo la navata destra e la navata centrale. Attualmente sono in corso i lavori di ricostruzione, visibili attraverso apposito camminamento.

L'interno, a croce latina, ospitava nella prima cappella di fondo della navata destra, una preziosa arca d'argento cinquecentesca contenente le spoglie del santo patrono; la cappella di fondo della navata sinistra è dedicata al SS. Sacramento; essa è ornata da raffinati stucchi e fregi dorati dovuti allo scultore Giuliano da Palazzolo. Di epoca recente sono: i due affreschi dell'abside, opera del pittore Bandinelli raffiguranti la Cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso e la Resurrezione; gli affreschi della volta, opera del pittore Arduino che rappresentano la vita del Santo. Apprezzabili nelle cappelle delle navate laterali, tele di artisti netini del Settecento, fra cui la pregevole tela del PAtania sulla prima cappella della navata di destra, raffigurante la consegna delle chiavi a S. Pietro e alcune del Carasi sul secondoe quarto altare della navata sinistra. Degne di rilievo le cappelle delle navate laterali che custodivano una scultura marmorea in bassorilievo, raffigurante una Madonna col Bambino e la statua marmorea di San Michele, opera di scuola gaginiana, entranbi provenienti da Noto Antica.

A destra della Cattedrale si sviluppa il complesso del SS. Salvatore che per il suo aspetto scenografico e la felice fusione architettonica delle tre costruzioni che lo compongono (il Monastero, la Basilica, il Seminario) sintetizza l'armonia di tre epoche; tre progettisti e tre stili. Sempre a destra della Cattedrale si trova l'ottocentesco palazzo Vescovile, mentre a sinistra è collocato il Palazzo Landolina dei marchesi di S. Alfano, la più antica famiglia nobiliare netina di origine normanna. La facciata è stata di recente restaurata. Nel cortile interno si ammira la bella rampa di scale custodita da due sfingi marmoree che conduce ai piani superiori. L'interno conta numerosi vani che vantano preziosi affreschi sulla volta di alcuni saloni. Nel 1838 Ferdinando II e Maria Teresa d'Austria furono ospiti della famiglia Landolina. Due preziose piazzette semicircolari affiancano la scalinata della Cattedrale; si tratta di piazza Landolina, di fronte all'omonimo palazzo, con un momento eretto in onore ai caduti della Grande Guerra e di piazza Trigona, arricchita da un artistico palco musoicale in ferro battuto.

basilica del SS. SalvatoreIl prospetto della basilica del SS. Salvatore, austero ed imponente, dalle linee classiche e sobrie di tardo Settecento, opera degli architetti Mazza e Gigante, aggetta su un piccolo sagrato. L'interno della basilica, prezioso per le sue de-corazioni in oro zecchino, circoscritto da una serie di cantorie un tempo riservate alle suore di clausura, è ad unica navata. Sulla volta campeggiano i tre pregevoli affreschi dell'architetto e pittore di origine netina Mazza raffiguranti: quello centrale "La Pentecoste" e i due laterali rispettivamente "La caduta di San Paolo sulla via di Damasco" e "L'apparizione dei tre uomini ad Abramo". Ai quattro altari sono posti dipinti ottocenteschi attribuiti al pittore palermitano G. Velasco di cui uno, raffigurante "La presentazione dei santi Mauro e Placido a San Benedetto", ne porta la firma (1808); completano l'interno un artistico organo artigianale del Settecento di Donato del Piano, un'urna d'argento che custodisce le reliquie di S. Restituto Martire, traslata da Roma nel 1662 e, su un altare di destra, una Madonna con Bambino attribuita ad Antonino del Monachello.

 

Palazzo DucezioIl Palazzo Ducezio, occupa lo spazio antistante di Piazza Municipio. E' opera dell'architetto Sinatra. La facciata, dominata dalla linea curva è un trionfo di colonne. All'interno, è l'elegante salone di rappresentanza, stile Luigi XV, ricco di ori e di stucchi, la volta raffigura un suggestivo affresco del Mazza; il leggendario Ducezio, re dei Siculi, fonda l'antica Neas sul monte Alveria. Dirigendosi verso via Ducezio, dietro l'ononimo palazzo, si raggiunge la chiesa di Santa Maria dell'Arco, progettata dall'architetto Gagliardi. Il portale della chiesa, estremamente interessante, è fiancheggiato da due colonne tortili e sormontato da una finestra con ricche decorazioni barocche.

L'interno, ad unica navata, propone pregevoli tele artigianali nelle cappelle laterali e nell'altare maggiore; sulla volta si ammirano gli affreschi del pittore netino Carisi e gli stucchi di Onofrio Russo.

 

Quasi antistante la chiesa di Santa Maria dell'Arco è il Palazzo Rau della Ferla, caratterizzato da una suggestiva loggia a tre arcate, ridecorato nel tardo Ottocento.

Palazzo Ducezio

Da palazzo Rau della Ferla si ritorna in Piazza Municipio; proseguendo lungo il corso si apre a sorpresa, sulla destra, la via Nicolaci: qui l'effetto scenografico e teatrale è massimo; su di essa si affacciano, infatti, quelli che sono stati definiti i più bei balconi del mondo: le stupefacenti aperture sostenute da artistici mensoloni di palazzo Nicolaci del Principe di Villadorata (visitabile), di puro barocco.

palazzo Nicolaci del Principe di Villadorata

Sono raffigurati leoni, sirene, grifoni, cavalli alati, putti allegorici, maschere grottesche. Il tutto è completato dalle sinuose inferriate ricurve.

palazzo Nicolaci del Principe di Villadorata

Gli spazi interni sono distribuiti su 90 vani; di grande interesse i tre saloni giallo, rosso e verde con ricchi broccati e volte armoniosamente affrescate. Degno di ammirazione è il superbo salone della feste, la cui volta fu affrescata con soggetti raffiguranti scene mitologiche ed alcuni elementi simbolici relativi ai passatempi di don Giacomo Nicolaci, fondatore del Palazzo.

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